Lontani dall’agricoltura sostenibile

14 Novembre 2019

Lontani dall’agricoltura sostenibile

Il documento, prodotto dalla VirginiaTech, identifica i problemi legati all’agricoltura sostenibile, alla produzione alimentare e le possibili soluzioni.

La produzione agricola mondiale deve aumentare dell’1,73% annuo per poter nutrire 10 miliardi di persone entro il 2050: lo afferma il Global Agricultural Productivity Report (GAP) redatto dalla Global Harvest Initiative (GHI), una organizzazione non profit della VirginiaTech, una delle principali università statunitensi. La GHI è stata fondata nel 2010 per studiare strategie che permettano un’agricoltura sostenibile capace di stare al passo con la crescita della popolazione globale ed è considerata una istituzione importante per lo studio e la messa in pratica di una agricoltura sostenibile.

Al momento, dicono gli autori del rapporto, cresce la quantità di cibo prodotta in Cina e nel Sud dell’Asia, ma diminuisce in particolare nei Paesi a basso reddito, dove vi sono alti tassi di insicurezza alimentare, malnutrizione e povertà tra la popolazione rurale.

La crisi deve essere affrontata con urgenza: stando agli esperti della VirginiaTech, l’erosione del suolo e la desertificazione hanno ridotto del 50% la produttività in alcune parti del mondo, con una perdita stimata di 400 miliardi di dollari l'anno. Come denuncia da tempo anche Fondazione Barilla, assistiamo inoltre a uno dei paradossi alimentari più significativi: la convivenza di oltre 150 milioni di bambini sotto i 5 anni che soffrono la fame con più di 38 milioni di coetanei in sovrappeso.


I messaggi chiave

Anche se la dieta a base di vegetali è da preferire, alla luce del fabbisogno alimentare e delle abitudini esistenti e al fine di fornire sufficiente cibo di origine animale pur raggiungendo gli obiettivi globali in termine di nutrizione e protezione dell’ambiente, è necessario accelerare la crescita della produttività in particolare nell’allevamento di bestiame su piccola e media scala, smantellando i grandi allevamenti. 

La crescita della produttività si ottiene, secondo gli esperti americani, utilizzando la tecnologia che consente una agricoltura sostenibile perché di precisione, migliorando le sementi e adottando pratiche più efficienti per nutrire il bestiame e per il benessere animale. La produttività viene sostenuta anche dal mantenimento degli ecosistemi, per esempio dalla protezione delle api e dalla prevenzione dei fenomeni erosivi.


Strategie per la sostenibilità

Le iniziative di sostenibilità ambientale dovrebbero dare la priorità alle regioni in rapida crescita demografica, con bassi tassi di produttività agricola e cambiamenti significativi nei modelli di consumo, in quanto essi sono i principali motori che spingono verso una agricoltura sostenibile. Nei Paesi a basso reddito la situazione è allarmante: l’aumento di produttività è di solo 1% annuo, drammaticamente al di sotto dell'obiettivo delle Nazioni Unite.

Se il divario produttivo resterà così ampio proprio laddove la popolazione è maggiore e dove stanno cambiando anche le pratiche di consumo alimentare, sarà impossibile tornare indietro, vi sarà un danno permanente alla vitalità del settore agricolo e, in prospettiva, sarà più difficile ridurre povertà, malnutrizione e obesità” ha dichiarato Ann Steensland, autore dell’edizione 2019 del GAP Report.

Lo studio identifica anche quelle che potrebbero essere delle strategie per far fronte ai problemi: innanzitutto è essenziale investire in ricerca in ambito di agricoltura pubblica, ma anche nei servizi e nell'educazione dei consumatori. È importante migliorare le infrastrutture e l'accesso al mercato (dai trasporti ai mezzi per ridurre gli sprechi e i costi sia per i produttori che i consumatori) così come costruire delle partnership durature tra pubblico e privato, anche e soprattutto per la gestione delle risorse naturali, per gli accordi commerciali su scala regionale e globale e mettere in atto politiche trasparenti per facilitare il movimento di servizi e prodotti.

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