L’intelligenza artificiale al servizio della sostenibilità

03 Ottobre 2019

L’intelligenza artificiale al servizio della sostenibilità

Macchine intelligenti e capaci di apprendere e interagire con il mondo esterno rappresentano oggi una risorsa insostituibile nella sfida globale verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 


Non chiamatele solo macchine. Gli strumenti e i sistemi che si basano sulla cosiddetta intelligenza artificiale vanno oltre la meccanica classica per aiutare l’uomo e in un certo senso avvicinarsi a lui grazie a sofisticati algoritmi che permettono loro di apprendere e agire di conseguenza. Non è semplice trovare una definizione univoca di intelligenza artificiale, anche perché il suo significato è in continua evoluzione ed è oggi piuttosto diverso da quello del 1956, quando per la prima volta l’espressione venne coniata. In quell’anno John McCarthy, professore di matematica al Dartmouth College, negli Stati Uniti, riunì un piccolo gruppo di scienziati per seguire il Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence. Come spiegato dallo stesso McCarthy nella presentazione del progetto, la conferenza “si basava sull’idea ogni aspetto dell’apprendimento o qualsiasi altra caratteristica dell’intelligenza può, in linea di principio, essere descritto in modo talmente preciso che una macchina lo può simulare”. 


Intelligenza artificiale al servizio dell’uomo

Indipendentemente dalla definizione che si decide di utilizzare, una cosa è certa: l’intelligenza artificiale è oggi parte integrante della vita di tutti i giorni e le sue applicazioni spaziano praticamente in tutti i settori. Ciò porta con sé anche una serie di dubbi e problematiche, prime tra tutte quelle di tipo etico, relativo al rispetto della privacy e dei diritti delle persone. Nel 2016, grandi colossi internazionali tra i quali Amazon, Google, Microsoft, Apple e IBM, si sono riuniti nella Partnership on AI to Benefit People and Society, un’alleanza nata anche con lo scopo di fornire una piattaforma di discussione e identificare gli sforzi da mettere in campo nel settore dell’intelligenza artificiale per portare benefici alla società. “Il machine learning e l’intelligenza artificiale dovrebbero aumentare le capacità umane, rendendo possibili nuove ed incredibili esperienze nel rispetto della privacy delle informazioni personali degli utilizzatori” afferma sul sito della partnership Jerremy Holland, direttore della ricerca sull’intelligenza artificiale di Apple. “La collaborazione tra uomo e macchina per risolvere alcuni dei problemi più annosi a livello globale deve essere affidabile e portare benefici” gli fa eco Francesca Rossi, della ricerca sull’intelligenza artificiale di IBM. Anche l’Europa sta muovendo i suoi passi nel campo dell’intelligenza artificiale, a partire dal Piano coordinato sull’Intelligenza artificiale presentato nel 2018 che prevede investimenti e collaborazioni per far crescere questo settore anche nel vecchio continente.  

Artificiale e sostenibile

Come può l’intelligenza artificiale aiutare la sostenibilità e in particolare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile? Se ne discute ogni anno a Ginevra dove ha luogo il Summit globale AI for Good, il cuore della piattaforma delle Nazioni Unite sull’intelligenza artificiale nello sviluppo sostenibile e giunto nel 2019 alla sua terza edizione. “L’intelligenza artificiale è all’avanguardia nel combattere la fame, mitigare i cambiamenti climatici e facilitare la transizione verso città intelligenti e sostenibili” ha detto Houlin Zhao a capo dell’agenzia delle nazioni unite International Telecommunication Union (ITU), in apertura dell’ultimo Summit. Del resto, l’intelligenza artificiale rappresenta oggi una delle tecnologie più importanti e sta trasformando economia e società, come dimostrano le oltre 340.000 richieste di brevetti presentate a partire dagli anni ’50 del secolo scorso. In un articolo recentemente pubblicato su Nature Sustainability dal direttore dell’Earth Institute alla Columbia University Jeffrey Sachs e altri esperti, si cita addirittura la cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale (fatta di intelligenza artificiale e altre tecnologie digitali) come una delle sei trasformazioni necessarie per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile


Dalla teoria alla pratica

Le parole e le teorie, per quanto articolate, da sole non bastano. Il legame tra intelligenza artificiale e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è ben sintetizzato in poco più di un minuto in un video pubblicato dalla ITU, ma gli esempi pratici non mancano. L’agricoltura di precisione sta rivoluzionando molti aspetti dei sistemi di produzione agroalimentare con robot che calcolano l’esatta condizione del terreno e delle coltivazioni o si connettono ai satelliti per capire quanta acqua serve davvero, senza sprecare questo bene prezioso. L’industria manifatturiera e la lavorazione del cibo traggono enormi vantaggi dall’utilizzo di robot e macchine capaci di aiutare l’uomo rendendo molto meno faticose e più sostenibili una serie di attività di lavorazione delle materie prime. Anche la vendita, la comunicazione e l’educazione delle persone possono trarre vantaggi dall’uso dell’intelligenza artificiale: l’e-commerce permette per esempio anche a imprenditori “isolati” di collegarsi a una rete più ampia, mentre l’educazione on-line permette anche a chi vive in aree difficili da raggiungere di aver un’istruzione ed emanciparsi. In sintesi, come si legge nell’articolo di Sachs e colleghi, le tecnologie digitali possono aumentare la produttività, ridurre i costi di produzione, le emissioni e il consumo di risorse nei processi produttivi. Permettono di migliorare l’efficienza, supportano l’economia circolare, consentono di creare sistemi energetici a zero-carbone, aiutano a proteggere e tenere sotto controllo gli ecosistemi e assumono altri ruoli critici a supporto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. 

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