ANBI

ANBI è l'associazione nazionale, cui fanno riferimento i circa 150 consorzi di bonifica e di irrigazione, operanti su oltre 17 milioni di ettari pari a quasi il 59% del territorio italiano, comprendente tutte le pianure, una gran parte dei territori collinari ed alcune zone montane. I loro compiti riguardano la difesa idrogeologica del territorio (prevenzione da alluvioni e frane), la tutela e gestione delle acque di superficie a principale scopo irriguo, la salvaguardia ambientale, la produzione di energie rinnovabili.
I consorzi di bonifica e di irrigazione sono enti democratici di autogoverno del territorio nel nome del principio costituzionale ed europeo della sussidiarietà; sono esempio di federalismo fiscale applicato, avendo capacità impositiva e reinvestendo sul territorio di competenza l'ammontare di tale contributo. Ne fanno parte tutti i proprietari di immobili (urbani ed agricoli), che ricevono un beneficio dimostrabile dall'attività dell'ente; ogni 5 anni sono chiamati ad eleggere gli organi amministrativi del consorzio di appartenenza.
L'ANBI è tra i membri fondatori dell'EUWMA (European Union of Water Management Associations), che è l'organizzazione che rappresenta, a livello europeo, i Consorzi di bonifica e di irrigazione esistenti in nove Stati europei (Belgio, Olanda , Francia, Inghilterra, Ungheria, Portogallo, Spagna, Italia e Germania) e coprono una superficie totale di oltre 56 milioni di ettari.

DIFESA IDROGEOLOGICA

L'Italia è una penisola dal fragile equilibrio idrogeologico: kmq. 21.551 (7,1% della superficie nazionale, dove sorgono 6.251 scuole e 547 strutture sanitarie) sono ad alto rischio di frane ed alluvioni; ne sono interessati 5.581 comuni (68,9%). La strutturale fragilità di un territorio circondato su tre lati dal mare si è accentuata, in anni recenti, dai cambiamenti climatici che, cambiando le caratteristiche degli eventi meteorologici (piogge più violente e localizzate), hanno evidenziato l'inadeguatezza della rete idraulica del Paese, causata da un uso dissennato del suolo: eccessiva cementificazione e progressivo abbandono delle aree montane ed agricole. Per questo, ANBI chiede un modello di sviluppo, che abbia al centro il territorio (un suo sviluppo equilibrato e la promozione dei suo valori inclonabili).
Annualmente ANBI, che è parte della Struttura di missione #italiasicura presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, rende nota una proposta di Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico ("Manutenzione Italia") che, per il 2015, indica 3.335 interventi, perlopiù immediatamente cantierabili, per un importo complessivo di quasi 8.413 milioni di euro, finanziabili con mutui quindicennali. I consorzi di bonifica gestiscono una rete idraulica fatta, tra l'altro, di oltre 181.000 chilometri di canali e 754 impianti idrovori, capaci di "sollevare" oltre 4.100.000 litri d'acqua al secondo.

IRRIGAZIONE

L'acqua è un fattore strategico per l'agricoltura italiana; gli elevati standard qualitativi del "made in Italy" agroalimentare non potrebbero, infatti, essere raggiunti, riducendo indiscriminatamente l'impiego di risorse idriche così come un eccessivo aumento dei costi dell'irrigazione, la cui gestione collettiva è unica in Europa, rischierebbe di pregiudicare la competitività delle imprese. Per questo, ANBI riafferma il carattere dell'acqua come "risorsa pubblica", ribadendo quindi che non deve esserci un "costo" del "bene acqua", bensì solo un corrispettivo per il servizio offerto (idrico o irriguo).
La rete irrigua gestita dai consorzi di bonifica e di irrigazione interessa oltre 3.363.000 ettari, solcati da 15.500 chilometri di canali; gli ettari serviti da impianti a pressione sono 934.000 grazie a 40.421 chilometri di condotte tubate.
I sistemi irrigui "a scorrimento", in modo particolare, favoriscono altresì la percolazione e la ricarica delle falde; i canali di bonifica, estesi in modo capillare sul territorio, contribuiscono così al mantenimento della biodiversità.

SALVAGUARDIA AMBIENTALE

La multifunzionalità dell'azione dei consorzi di bonifica e di irrigazione ha positive ricadute sull'equilibrio ecologico nel suo complesso. Esistono, in particolare, esperienze di caratura internazionale nel campo della fitodepurazione, capace di abbattere, in maniera naturale, la presenza di nutrienti (fosforo ed azoto) nella acque. L'esempio più rilevante è legato al inquinamento del bacino scolante nella laguna di Venezia, cui i consorzi di bonifica concorrono con l'applicazione delle tecniche della riqualificazione fluviale e di interventi di ingegneria ambientale.
I consorzi di bonifica gestiscono, spesso in collaborazione con organizzazioni ambientaliste, numerose oasi naturalistiche così come è loro affidata la forestazione di 78.110 ettari, soprattutto nelle regioni meridionali.

ENERGIE RINNOVABILI

Pur vantando interessanti esperienze nel campo eolico e fotovoltaico, è nel settore del mini e micro idroelettrico, che si sviluppano le maggiori potenzialità dei consorzi di bonifica nel campo della produzione di energie rinnovabili. Grazie all'applicazione di moderne turbine, capaci di produrre energia anche con i piccoli salti d'acqua presenti lungo la rete idraulica del Paese, oggi i consorzi di bonifica vantano 115 impianti idroelettrici per una produzione medio annua complessiva di circa 313.673.100 di kwh.

EXPO 2015: L'INNOVAZIONE NEL SOLCO DELLA STORIA

La presenza di ANBI si caratterizza, coniugando storia ed innovazione. Quest'ultima è rappresentata da Irriframe, sistema irriguo "esperto", che permette, attraverso la combinazione di più parametri (tipologia colturale, previsioni meteorologiche, umidità del terreno, disponibilità idrica, ecc.) il miglior consiglio per l'irrigazione, inviato direttamente dal consorzio di bonifica sul computer o su un device dell'agricoltore. Questo sistema "made in Italy" permette un risparmio fino al 25% nel fabbisogno idrico; a Milano vengono presentate la più recente versione a comando vocale ("Irrivoice") ed una app dimostrativa.
L'altro mainstream della presenza ANBI ad Expo è rappresentato dal progetto "La civiltà dell'acqua in Lombardia", il cui obbiettivo è far acquisire il paesaggio irriguo lombardo nel Patrimonio dell'Umanità, riconosciuto dall'Unesco.

ANBI: GUARDA IL PASSATO, VIVE IL PRESENTE, STUDIA IL FUTURO
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