Capire le criticità per trovare soluzioni alla sostenibilità alimentare.

Paradossi del cibo

I tre grandi paradossi del cibo

Fondazione BCFN ha identificato tre grandi paradossi del cibo che sintetizzano le principali criticità da risolvere per costruire un modello di sviluppo orientato verso una migliore sostenibilità alimentare.

I tre paradossi del cibo rappresentano una chiave di osservazione importante, perché mettono in relazione dati in forte contrasto tra loro, sottolineando in modo concreto le incongruenze che caratterizzano il nostro sistema alimentare.

Le soluzioni di questi paradossi sono state proposte e disc museousse in occasione di Expo Milano 2015 e hanno dato vita alla redazione del Protocollo di Milano.

I tre grandi paradossi del cibo

PRIMO PARADOSSO: ACCESSO ED ECCESSO DI CIBO

Un Pianeta obeso che muore di fame

Produciamo abbastanza cibo per l’umanità intera, ma la fame nel mondo è ancora un problema drammatico e fa contare 795 milioni di persone che soffrono per carenza di cibo. Allo stesso tempo, 2,1 miliardi di persone soffrono di obesità o sono in sovrappeso.

Questa contraddizione deriva da stili di vita disequilibrati e da una serie profonda e complessa di fallimenti all’interno dei nostri sistemi produttivi, commerciali, distribuivi ma anche educativi che riguardano cibo e nutrizione.

Un Pianeta obeso che muore di fame
Un Pianeta obeso che muore di fame

La nostra soluzione

  • Rafforzare la governance globale del sistema alimentare mondiale e migliorare le politiche agricole, agroindustriali e commerciali per garantire un accesso al cibo più equilibrato.
  • Ripensare l’uso delle risorse naturali, soprattutto nella prima fase della filiera agroalimentare (coltivazione).
  • Intervenire sulla filiera e la gestione della volatilità dei prezzi per favorire l’affermarsi di condizioni di equità capaci di incentivare gli investimenti, remunerare i fattori della produzione e incrementare le opportunità di accesso al cibo.
  • Ridurre lo spreco di cibo e di risorse lungo l’intera filiera agroalimentare.
  • Promuovere stili che favoriscano una migliore sostenibilità alimentare e che valorizzino esigenze alimentari sane ed equilibrate dal punto di vista nutrizionale.
  • Investire sull’educazione alimentare per le popolazioni rurali nei paesi in via di sviluppo. Un aumento dell’accesso all’educazione primaria del 100% può migliorare del 20-24% la sicurezza alimentare.

SECONDO PARADOSSO: UTILIZZO DELLE RISORSE NATURALI

Nutrire le persone, gli animali o le auto?

Abbiamo l’urgenza di sfamare una popolazione mondiale in crescita, eppure il 40% delle risorse mondiali di cereali è utilizzato per sostenere allevamenti e carburanti.

Risolvere questo paradosso rappresenta una sfida importante, perché ci richiama a scelte responsabili e ci permette di interrogarci sul tema della sostenibilità.

Che cosa significa sostenibilità? La sostenibilità è un concetto legato a un’idea molto antica: il tempo. È la capacità di mantenere nel futuro i processi ecologici che avvengono all'interno di un ecosistema. Proprio per questo, sostenibilità significa responsabilità verso le nuove generazioni.

Per affrontare il secondo paradosso del cibo è necessario porre il concetto di sostenibilità come principio guida delle nostre decisioni e riportare in cima alle nostre priorità il benessere dell’uomo e del Pianeta.

Nutrire le persone, gli animali o le auto?
Nutrire le persone, gli animali o le auto? La nostra zoluzione

La nostra soluzione

  • Migliorare l’efficienza dell’utilizzo delle risorse naturali.
  • Conservare, proteggere e migliorare le risorse naturali.
  • Proporre un tipo di agricoltura che protegga e migliori l’equità e la qualità del benessere sociale nelle zone rurali.
  • Porre l’attenzione sulla resilienza delle persone, delle comunità e degli ecosistemi.
  • Implementare un’azione politica che sia responsabile ed efficiente ai fini della sostenibilità del sistema agro-alimentare.

TERZO PARADOSSO: SPRECO ALIMENTARE

Non sprecare, per garantire cibo a tutti?

Ogni anno sprechiamo un terzo della produzione mondiale di cibo durante tutta la filiera: nei processi di conservazione, trasformazione, distribuzione e consumo. La quantità di cibo sprecato è quattro volte superiore a quanto necessario per sfamare le persone denutrite nel mondo.

Lo spreco alimentare è quindi un problema economico e morale, ma anche ambientale: decomponendosi in disc museoarica rilascia gas metano, un gas serra 20 volte più potente dell’anidride carbonica.

Il terzo paradosso del cibo rappresenta una contraddizione di cui dobbiamo acquisire sempre più consapevolezza per adottare comportamenti più coerenti con l’esigenza di una migliore accessibilità al cibo per tutti.

Non sprecare, per garantire cibo a tutti?
Non sprecare, per garantire cibo a tutti? La nostra soluzione

La nostra soluzione

  • Concordare su una definizione condivisa di perdita e spreco di cibo.
  • Dare priorità a politiche volte a ridurre lo spreco di alimenti che affrontino le cause del fenomeno e definiscano una gerarchia per l’uso degli alimenti, poiché individuare la natura della perdita e dello spreco di cibo è essenziale per eradicare la fame a livello globale.
  • Riconoscere il contributo positivo della cooperazione e degli accordi a lungo termine sulla filiera alimentare (tra agricoltori, produttori e distributori) per conseguire una migliore pianificazione e previsione della domanda dei consumatori.
  • Fornire il supporto necessario ad avviare iniziative di sensibilizzazione, anche da parte dei professionisti del settore alimentare.

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