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Obesità: gli impatti sulla salute pubblica e sulla società


Food for health

L’obesità è un’emergenza planetaria: come ha potuto diffondersi sino ad avere un impatto sulla salute pubblica e la società dei paesi industrializzati ed emergenti? Quali le soluzioni?

Che il sovrappeso non sia più solo un problema estetico (di cui in genere ci si preoccupa nei mesi che precedono la “prova costume”) ormai ne siamo tutti consapevoli. Meno note sono invece le dimensioni del fenomeno che si sta diffondendo in tutto il mondo e, cosa poco conosciuta, non solo nei paesi ricchi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nel mondo ci siano circa 1,5 miliardi di persone adulte sovrappeso, delle quali 500 milioni in condizioni di vera e propria obesità. Valori a dir poco allarmanti, anche perché se si confronta il 2008 con 1980 si scopre che c’è stato un raddoppio in termini percentuali. E in futuro le cose non miglioreranno, considerato che si prevede che entro il 2015 saranno sovrappeso circa 2,5 miliardi di adulti (di cui 700 milioni obesi). Insomma una vera e propria epidemia globale, della quale gli Usa sono forse i più colpiti – il 68% della popolazione è sovrappeso, con 61 milioni di persone obese – ma non certo gli unici.

Le cause dell’obesità sono molteplici e tra loro interrelate. Occorre infatti tener conto dell’influenza esercitata dalle condizioni di vita, che riducono la possibilità di un individuo di condurre una vita sana, influenzandone gli stili di consumo alimentare o lo svolgimento di attività fisiche. In particolare le tre variabili più critiche sono:

  • elevata accessibilità di prodotti alimentari con un elevato apporto energetico (calorie da zuccheri e grassi) a fronte di un loro basso livello nutrizionale (scarsità di vitamine e minerali);
  • il cambiamento nelle condizioni di lavoro e dello stile di vita, soprattutto nei Paesi occidentali, dovuto all’esplosione del settore terziario e a giornate di lavoro lunghe e spesso sedentarie;
  • il minor tempo a disposizione in famiglia da dedicare alla cucina, ai pasti e all’educazione alimentare, che si accompagna all’aumento del consumo out of home e di occasione di snacking continuo lungo la giornata.

La preoccupazione che nasce per la crescita esponenziale dei tassi di sovrappeso e obesità è legata in primo luogo all’aumentato rischio d’insorgenza di patologie croniche – responsabili del 60% delle morti a livello mondiale (86% in Europa), che ha portato l’European Association for the Study of Diabetes (EASD) a riconoscere l’obesità quale “il più importante problema di salute pubblica in tutto il mondo”. A livello mondiale i costi legati a questo problema rappresentano circa il 2-8% della spesa sanitaria perché un obeso incide in media il 25% di più rispetto a un soggetto “normopeso”. Su quale sia la via per “curare” e gestire quello che ormai dobbiamo considerare come uno dei mali sociali del millennio se ne discuterà il prossimo 17 luglio al BCFN Talks – “Obesità: gli impatti sulla salute pubblica e sulla società”.

L’evento sarà visibile sul nostro sito.


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